Sabato, 29 Novembre 2014 14:34

Convegno conclusivo del progetto Impresa Etica

Ha avuto luogo mercoledì 5 Novembre presso i locali dell’associazione Moltivolti, sita in via Mario Puglia nel quartiere Albergheria, il convegno dal titolo: “Impresa Etica. Le migrazioni a Palermo”. Un “bilancio consuntivo” per rendicontare gli obiettivi operativi conseguiti negli ultimi due anni dai molteplici partner che hanno aderito all’omonimo progetto frutto di un parternariato solido che insieme con Libera Palermo, ha coinvolto l’Associazione Santa Chiara, il CESIE ed Ubuntu.

Avviato nell’estate del 2012, il progetto rientra nell’asse III del PO – FSE 2007-13 “Inclusione sociale” ed è stato articolato in tre fasi; i primi sei mesi hanno visto i 19 migranti aderenti coinvolti in un percorso di formazione in aula suddiviso in una fase di alfabetizzazione e perfezionamento delle capacità linguistiche ed una fase di formazione specifica riguardante le competenze necessarie per poter creare autonomamente la propria impresa; la seconda fase ha previsto una work experience di 1824 ore che i partecipanti hanno svolto presso diverse aziende, accomunate dal valore sociale della loro mission. Le aziende ospitanti sono state: l’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù con riferimento all’Ostello Baia del Corallo di Sferracavallo, la Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità di piazza Castelnuovo, l’associazione Acunamatata di piazza Tavola Tonda, le cooperative “Placido Rizzotto – Libera Terra”, “Pio La Torre – Libera Terra”, “Palma Nana” e “Libera-Mente”, la Sartoria Costumi Sociali e la Sartoria Maqueda. Nella terza fase le associazioni hanno ripreso in aula i contenuti della formazione e conseguentemente hanno potuto valutare i risultati dell’iniziativa.

“Impresa etica è stato più di un progetto – secondo quanto asserito da Don Enzo Volpe, direttore del Centro Salesiano Santa Chiara – si è trattato di un’opportunità che ha lo scopo di creare nuovi stili di vita”.

Occasione d’incontro e confronto, il seminario, ripartito in due fasi e seguito con attenzione ed entusiasmo da due classi dell’Istituto per le Scienze sociali Regina Margherita e del Liceo Classico Vittorio Emanuele II, ha coinvolto in un primo momento le Istituzioni ed in un secondo momento le associazioni, le aziende e soprattutto i ragazzi coinvolti nel percorso. Identità, diritti, discriminazione, lavoro, migrazione e contesto territoriale, queste le tematiche che hanno connotato il seminario. Un rapporto decostruzionistico, atto a svelare la fallacia della paura dell’altro, dello straniero, nonchè dei processi d’istituzionalizzazione realizzati attraverso “Normative” ad hoc troppo spesso avulse dal contesto di riferimento.

Durante la prima fase è stato delineato il contesto dell’immigrazione nella città di Palermo. Molto apprezzato in tal senso l’intervento della Dott.ssa Valenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Palermo, che dopo aver condotto un excursus sulle normative vigenti in materia di tutela dei migranti, nonchè mostrato i dati attestanti la presunta criminalità straniera nel contesto panormita, ha delineato i confini di un dibattito aperto e cooperativo piuttosto che asimmetrico/conflittuale. La dimensione relazionale, scevra da qualsivoglia pregiudizio etnico/religioso è stata la determinante del contributo fornito da Nzirirane Bijou, operatrice del COT dell’Università di Palermo; nel suo intervento è stato posto l’accento sulla connessione tra criminalità organizzata e bisogni dei migranti, che troppo spesso si traducono in terreno fertile ed opportunità per dar vita a “nuovi” scenari criminali. La prima parte del seminario è stata conclusa dall’intervento dello scrittore IMD, autore del libro: Dragoni e lupare, che ha evidenziato come i reati di maggior pericolosità sociale, come mafia e corruzione, sono in realtà appannaggio degli italiani e la paura dell’altro e del diverso sono spesso indotte dalle dinamiche della comunicazione ed amplificate dal periodo di forte insicurezza economica.

La logica dell’ascolto e della reciprocità hanno segnato anche la seconda parte del convegno che ha ceduto la parola alle Immagini. Un video che ha incorniciato le impressioni, le attività e la dignità di questi giovani ragazzi che hanno lavorato umilmente e con grande proattività nei terreni confiscati alla mafia, conferendo un valore aggiunto al progetto.

“É necessario incontrare le persone (...) Questo è ciò di cui si occupano le associazioni del terzo settore” ha evidenziato Don Volpe, che con altrettanta perentorietà ha ricordato come sia più opportuno “parlare di interazione, piuttosto che di integrazione”.

Successivamente sono state presentate le testimonianze dei partner del progetto, degli operatori e dei tutor aziendali di alcune delle cooperative aderenti, che con grande commozione hanno ricordato quanto sia importante l’accoglienza ed il rispetto verso “l’altro”. Tra questi: Sara Ibrahim (Coordinatrice del Progetto), Don Enzo Volpe (Direttore del Centro Salesiano di Santa Chiara), Valentina Lo Galbo (CESIE), Patrizia Pappalardo (Ubuntu), Giovanni Pagano (Libera Palermo), Francesca Tranchina (AIG – Ostello Baia del Corallo), Fabrizio Giacalone (Cooperativa Palma Nana), Francesco Costantino (Coop Libera-Mente).

Ultimi, ma non per questo meno importanti, due dei giovani che hanno partecipato attivamente al progetto, che hanno concluso con la loro emozione e gratitudine questa giornata, proponendo la loro testimonianza. In linea con la vision del partenariato, le fasi del seminario sono state intervallate da due Break. Cibo e cultura, saperi e sapori, due momenti in cui i prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie hanno incontrato le ricette dei Paesi di provenienza dei migranti partecipanti al progetto.

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