Progetti

Choose Life

Implementazione di un programma di prevenzione dell'uso (ab)usivo di droghe e la definizione di politiche giovanili con i giovani svantaggiati per la promozione del benessere psicosociale

Ruolo di Libera:

Partner di progetto

Partenariato:

CESIE ETS (Italia – Coordinatore), Libera Palermo (Italia), RIGHTCHALLENGE – ASSOCIACAO (Portugal), Zwiazek Harcerstwa Polskiego,Choragiew Gdanska (Polonia), KMOP (Grecia), CARDET (Cipro), Webin (Serbia), Out of the Box International (Belgio)

Durata:

24 mesi (novembre 2024 – novembre 2026)

Ente Finanziatore:

Erasmus+ KA3 – Support to policy development and cooperation – European Youth Together (2021-2027)

Descrizione del Progetto

Choose-life è un progetto europeo che mira a prevenire l’abuso di droghe tra adolescenti e giovani, tra i 14 e i 18 anni,  in situazioni di vulnerabilità, promuovendo il loro benessere psicologico e sociale. Basato sul modello biopsicosociale, il progetto considera la persona nella sua interezza — corpo, mente e contesto — intervenendo su più livelli: individuale, familiare, scolastico e comunitario.

Attraverso un approccio olistico e partecipativo, propone attività di educazione non formale come workshop creativi, giochi di ruolo, teatro e laboratori artistici che aiutano lɜ giovani a sviluppare consapevolezza, autostima e competenze relazionali.
Le iniziative sono pensate insieme ai giovani, che partecipano attivamente alla progettazione delle attività e alla definizione di politiche sociali più inclusive e attente ai loro bisogni.

Choose-life coinvolge otto organizzazioni di Italia, Portogallo, Polonia, Grecia, Cipro, Serbia e Belgio, impegnate nella costruzione di comunità più sane e inclusive attraverso formazione per operatorɜ giovanili, scambi internazionali, consigli giovanili e campagne di sensibilizzazione rivolte a giovani, famiglie ed educatori in tutta Europa.

Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

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